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Le decisioni della Corte dei conti: pareri e sentenze

a cura di:
Giacinto Dammicco - Piergiorgio Della Ventura

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        6/2/2009 - Servizi pubblici locali. La riforma del 2008 si applica solo ai servizi con rilevanza economica: Sez. Lombardia, parere n. 195/2009
 
SCHEDA DETTAGLIO

CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA 195/2009/PAR, Presidente Mastropasqua, relatore Penco

Servizi pubblici locali – Art. 23 decreto legge n. 112 del 2008 –  Ambito di applicazione

Servizi pubblici locali – Art. 23 decreto legge n. 112 del 2008 –Servizi con e senza rilevanza economica – Distinzione

Servizi pubblici locali –  Servizi a rilevanza economica – Disciplina ex art. 23 decreto legge n. 112 del 2008 – Finalità

Servizi pubblici locali – Art. 23 decreto legge n. 112 del 2008 – Principio generale – Gara pubblica – Deroga – Affidamento in house - Condizioni

 

- Le disposizioni dell’art. 23bis del d.l. 25 giugno 2008, n. 112, convertito nella legge 6 agosto 2008, n. 133, relative all’affidamento e alla gestione dei servizi pubblici locali, si applicano a tutti i servizi pubblici locali di rilevanza economica e prevalgono sulle relative discipline di settore con esse incompatibili (comma 1 dell’art. 23bis), con conseguente abrogazione, nelle parti incompatibili, dell’art. 113 del D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (in tal senso il comma 11 dell’art. 23bis).

- La distinzione tra servizi pubblici e senza rilevanza economica - introdotta dal D.L. 30 settembre 2003, n. 269 convertito nella legge 24 novembre 2003 n. 326 – deve essere effettuata di volta in volta, con riferimento al singolo servizio da espletare, da parte dell'ente stesso, avendo riguardo all'impatto che il servizio stesso può avere sul contesto dello specifico mercato concorrenziale di riferimento ed ai suoi caratteri di redditività ed autosufficienza economica. Essa ha “carattere dinamico ed evolutivo, cosicché non sarebbe possibile fissare a priori un elenco definitivo dei servizi di interesse generale di natura non economica” (Commissione europea, nel “Libro Verde sui servizi di interesse generale” - COM/2003/270 del 21 maggio 2003), ma spetta al giudice nazionale valutare circostanze e condizioni in cui il servizio viene prestato, tenendo conto, in particolare, dell’assenza di uno scopo precipuamente lucrativo, della mancata assunzione dei rischi connessi a tale attività ed anche dell’eventuale finanziamento pubblico dell’attività in questione (Corte di giustizia CE, sentenza 22 maggio 2003, causa 18/2001).

- Le disposizioni dell’art. 23bis del d.l. 112/2008 effettuano una scelta di fondo a favore del ricorso al mercato nell’esternalizzazione dei servizi pubblici locali a rilevanza economica, limitando sostanzialmente l’affidamento a società in house o comunque partecipate dall’ente nella gestione di servizi pubblici.

- Ai sensi dell’’art. 23bis del d.l. 112/2008 solo in via di deroga e per casi adeguatamente motivati ai sensi e nei limiti del comma 3 dell’art. 23bis, è possibile l’affidamento in house ovvero a società partecipate dall’ente secondo i principi del diritto comunitario. In questi casi , l’affidamento in house deve avvenire secondo le procedure di cui al comma 4 dell’art. 23bis (Sez. Lombardia deliberaz. n. 270/2008) e sulla base delle valutazioni, spettanti solo all’ente, sui costi, i margini di copertura degli stessi, le migliori modalità di organizzazione del servizio in termini di efficienza, efficacia ed economicità, nel rispetto dei principi di tutela della concorrenza da un lato e della universalità e dei livelli essenziali delle prestazioni dall’altro (in tal senso anche Corte dei conti, Sez. controllo Sardegna, deliberaz. n. 9 del 18 giugno 2007).

 

 (GP)
 

Centro Studi sulle Autonomie Locali di Savona - Tel. e Fax 019.804321